• Come i migliori produttori tradizionali di Montalcino, anche Col d’Orcia utilizza da sempre per la maturazione dei suoi Brunello grandi botti di rovere di Slavonia. Tradizione significa infatti rispetto per l’essenza del Sangiovese di Montalcino che risiede nella potenzialità di invecchiamento, nel miglioramento del vino attraverso la lunga permanenza nel legno e nel conseguente invecchiamento in bottiglia. Il Brunello di Montalcino DOCG di Col d’Orcia viene quindi invecchiato per tre anni nelle grandi botti di rovere prima dell’imbottigliamento e viene tenuto in cantina un anno prima dell’uscita sul mercato.

  • Il Barolo DOCG a firma Pio Cesare, al fine di dar vita a un rosso rappresentativo dei vari e grandi terroirs della zona natia, è prodotto, da sempre, utilizzando uve provenienti da ben quattro, diverse, vigne di proprietà. Affinato in legno per circa 30 mesi, si distingue, fin da subito, per fascino e complessità; il sorso è potente e di lungo appagamento.

  • Durante la vendemmia, che viene eseguita manualmente da personale specializzato, si dedica una particolare attenzione alla cernita dei grappoli facendo due passaggi per la raccolta, distanziati di circa 6 - 10 giorni l’uno dall’altro. La fermentazione dura 15 giorni ed avviene in piccole vasche d’acciaio con ripetuti rimontaggi per un’adeguata estrazione del colore. La macerazione continua anche dopo la fermentazione, per un periodo complessivo di 40 - 45 giorni.

    All’olfatto si presenta elegante, offrendo sentori complessidi confettura di lampone, liquirizia e note speziate. Al palato è corposo, potente ed armonico grazie

  • Sarmassa è esposta a sud-est, su un fianco di collina di buona pendenza. Qui, nonostante l’area circostante sia geologicamente di epoca Tortoniana, il terreno, anche per la pendenza del suolo che ne ha provocato un abbondante dilavamento, ha caratteristiche tipiche dei suoli del periodo Elveziano: prevalentemente calcareo-argilloso molto compatto ed una percentuale di scheletro (sassi) veramente notevole. L’alta presenza di sassi, associata all’argilla, limita la vegetazione del vitigno Nebbiolo e predispone le viti a risentire prontamente delle variazioni climatiche, favorendo la perfetta maturazione dei grappoli. Il Barolo Sarmassa raggiunge la maturità dopo 8 anni dalla vendemmia e il plateau di maturazione è compreso fra i 8 e i 30 anni. Il vino è, quindi, molto strutturato, colorato, tannico e longevo.

    Colore rosso granato deciso. Profumo intenso con netto sentore di rosa di macchia, vaniglia, liquirizia e spezie. Sfumata la resina di pino ed il tabacco. Gusto pieno ed elegante, di buon corpo, con tannino in evidenza. Gradevoli sono lo speziato e la nota boisé che si fondono perfettamente.

  • Nebbiolo profumi intensi e fini, che ricordano la menta selvatica.

    Colore rosso rubino tendente al granato. Profumo intenso con netto sentore di rosa, liquirizia, spezie ed erbe aromatiche, in particolare la menta selvatica. Gusto pieno, elegante, di buon corpo. Anche il colore delicato e la struttura, confermano un Barolo di immediata piacevolezza, equilibrio ed armonia.

    Il Barolo Coste di Rose raggiunge la maturità dopo 4 anni dalla vendemmia e il plateau di maturazione è compreso fra i 4 e i 20 anni.

  • Questa Barbera esprime la sua autenticità attraverso la sua fresca acidità, ben bilanciata dal calore dell’alcol e dall’elegante corposità. L’esperienza olfattiva si apre con sentore di frutti maturi tra cui spiccano note di ciliegia, fragola e lampone, per poi lasciare emergere aromi floreali di viola selvatica. In bocca si presenta di grande piacevolezza, con un gusto trascinante, che termina con una leggera sapidità ed una lunga persistenza. Un vino succulento, di una beva “irresistibile”, che ben si accompagna ad antipasti gustosi e primi pasti con ricchi condimenti.

  • <a href="#" target="”_blank”" rel="noopener noreferrer"><img class="wp-image-20284 alignleft" src="/wp-content/uploads/2020/05/pdf-icon.png" alt="" width="22" height="28" /></a> Scheda tecnica

  • I profumi ricordano gli odori del sottobosco, delle amarene, con una nota finale leggera di spezie orientali. In bocca il vino si offre con notevole potenza, addolcita tuttavia da un’ampia morbidezza; i sapori rimandano alla frutta rossa matura, alle ciliegie dolci e carnose con un finale persistente
  • La Barbera d’Alba è il più tradizionale dei vini piemontesi. L’uva proviene da vigneti caratterizzati da terreni prevalentemente calcareo argillosi, alternati a strati di marne biancastre, in grado di assicurare al vino una struttura eccellente e dotarlo di un carattere vigoroso ma equilibrato. Il Disciplinare di produzione consente di vinificare il Barbera d’Alba anche in assemblaggio con una piccola percentuale (fino al 15%) di Nebbiolo d’Alba, per accrescerne finezza ed eleganza. Le Cantine dei Marchesi di Barolo utilizzano questa opportunità che, unitamente alla scelta delle posizioni dei vigneti e all’attenzione alla perfetta maturazione dei grappoli, consente di ottenere un vino più morbido, con maggiore struttura, ma di ridotta acidità.

  • La Barbera d’Alba è il più tradizionale dei vini piemontesi. L’uva proviene da vigneti caratterizzati da terreni prevalentemente calcareo argillosi, alternati a strati di marne biancastre, in grado di assicurare al vino una struttura eccellente e dotarlo di un carattere vigoroso ma equilibrato. Il Disciplinare di produzione consente di vinificare il Barbera d’Alba anche in assemblaggio con una piccola percentuale (fino al 15%) di Nebbiolo d’Alba, per accrescerne finezza ed eleganza. Le Cantine dei Marchesi di Barolo utilizzano questa opportunità che, unitamente alla scelta delle posizioni dei vigneti e all’attenzione alla perfetta maturazione dei grappoli, consente di ottenere un vino più morbido, con maggiore struttura, ma di ridotta acidità.

  • Peiragal è un antico termine dialettale piemontese, che identifica colline di buona pendenza costituite da grandi formazioni di terreno calcareo argilloso molto compatto, con pietre di grandi dimensioni. Queste condizioni limitano l’assorbimento delle piogge e favoriscono un radicamento molto profondo delle viti, alla ricerca dell’umidità che risale, per capillarità, dagli strati profondi. Il risultato è la produzione di grappoli spargoli e, quindi, di un vino assai strutturato, con moderata acidità, presenza alcolica ben bilanciata e tannini dolci, mai troppo in evidenza.

  • La Barbera d’Alba di Pio Cesare è intensa, energica e strutturata, merito anche dell’affinamento in botti e barrique per 12 mesi. Emana profumi di amarene, frutti di bosco, pepe e spezie selvatiche. Il sorso rivela vigore e intensità ma anche equilibrio e buona freschezza